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Il DT Alessandro Arcigli presenta la spedizione Azzurra alle Paralimpiadi di Rio

Di ROBERTO LEVI

 Giada Rossi
Giada Rossi

Fra un paio di mesi gli azzurri del tennistavolo saranno impegnati alle Paralimpiadi di Rio. Agli otto giorni di raduno collegiale al Centro Federale di Lignano Sabbiadoro svolti a giugno, ne seguiranno altrettanti a luglio, ad agosto e prima di partire per il Brasile. In tutto saranno 32 giorni di allenamenti insieme, che saranno integrati da programmi di preparazione personalizzati a casa. Non vuole lasciare nulla al caso il direttore tecnico Alessandro Arcigli, che, coadiuvato dal suo staff, si avvicina ai Giochi armato della giusta consapevolezza.

Alessandro, partiamo da un numero?

«Direi proprio di sì. Devo esprimere la mia più grande soddisfazione per aver qualificato ben sette atleti alle Paralimpiadi. Il livello nel panorama pongistico paralimpico è salito molto nel corso degli anni ed emergere è sempre più difficile. Sono contento, allo stesso tempo, di constatare che dietro queste punte vi siano moltissimi giovani e giovanissimi di belle speranze, per i quali è facile prevedere un roseo futuro».

Qual è stata la filosofia che ha contrassegnato le vostre scelte degli atleti su cui puntare?

«Rispondendo ad una precisa richiesta del Comitato Italiano Paralimpico, abbiamo privilegiato coloro che hanno concrete chance di ben figurare, e non dico altro perché la scaramanzia è d'obbligo, tralasciando qualcuno dei "senatori", che nel recente passato ha dato lustro alla Federazione».

Partiamo dalle tre donne?

«Clara Podda, bronzo mondiale in carica, Giada Rossi, terza agli ultimi Europei, e Michela Brunelli, già argento paralimpico a Pechino, sono perfettamente in grado di fare il loro dovere al massimo delle possibilità, sia nelle competizioni individuali sia in quella a squadre, dove, non dimentichiamolo, partiamo con il quarto posto nel ranking».

Entriamo po' più nello specifico.

«Clara, seguita da Donato Gallo in Nazionale e da Fabio Angiolella a casa, dopo aver agguantato in extremis una qualificazione che sembrava compromessa, si è rasserenata e ha cambiato telaio, utilizzandone uno con l'ovale più' ampio, appositamente studiato per lei dalla ditta Animus di Claudio Barbieri. Conoscendola bene, sono certo che sarà una cliente difficile per chiunque».

Dalla veterana, alla più giovane del gruppo. Cosa ti aspetti dal talento della Rossi?

«Giada, allenata in azzurro da me e da Marino Filipas a casa, è in un periodo di forma strepitoso. Ha vinto l'Open di Slovenia, battendo in finale la cinese Jing Liu, due volte campionessa paralimpica e mondiale, ed è adesso al quarto posto nella classifica mondiale di classe 2. Certo sarà la sua prima Paralimpiade e bisogna vedere come reagirà alla tensione. Anche lei ha cambiato molto in questo periodo (carrozzina e gomma sul rovescio) ed è alla continua ricerca di perfezionare il suo gioco, innovativo per le donne in carrozzina, in quanto alla perenne ricerca di spiazzare l'avversaria con dei loop vicinissimi alla retina».

Art9 Amine KalemAmine KalemArt9 Clara PoddaClara PoddaArt9 Andrea BorgatoAndrea Borgato

Brunelli è una garanzia costante, vero?

«Michela, seguita da me in Nazionale e da Elisa Marzolla a casa, ha incrementato, nel corso degli ultimi12 mesi, la quantità di ore di allenamento e ha tratto particolare beneficio dalla costante presenza di Elisa, con cui ha potuto dare seguito a casa al lavoro svolto durante i frequenti raduni. In classe 3 avrà delle avversarie particolarmente temibili, ma a squadre non si potrà prescindere dal suo apporto».

Sul fronte dei quattro uomini, com'è la situazione?

«Amine Kalem in classe 9, è tra i più competitivi al mondo. Nell'ultimo periodo l'atleta, che può giovarsi della presenza di Donato Gallo in Nazionale e di Vitali Deleraico a casa, ha battuto molti tra i migliori della sua categoria e, pur essendo un outsider, sarà uno dei pongisti più accreditati alle posizioni che contano. L'aver avuto il coraggio di seguire il consiglio, cambiando radicalmente materiale tecnico e stile di gioco, lo ha premiato e adesso deve stringere i denti e continuare nel duro percorso di avvicinamento a Rio».

Quali sono le chance di Raimondo Alecci?

«Raimondo, che si allena con Donato Gallo in Nazionale e con Gianluca Merlino a casa, si è presentato a ridosso dei Giochi in uno strepitoso periodo di forma. Il siciliano è sempre stato ostico per tutti e lo sarà anche a Rio».

Per ultimi i due atleti in carrozina.

«Giuseppe Vella, di cui ci occupiamo io in Nazionale e Marino Filipas a casa, ha dei problemi fisici che stanno condizionando la preparazione, ma aver ottenuto il pass per la sua terza Paralimpiade consecutiva gli consentirà di affrontare l'evento con la necessaria tranquillità. Già a Pechino e a Londra chi ha vinto il suo girone si è poi aggiudicato la medaglia d'oro e allora perché non sperare che capiti anche questa volta?».

Art9 Giuseppe VellaGiuseppe VellaArt9 Raimondo AlecciRaimondo AlecciArt9 Michela BrunelliMichela Brunelli

Dove può arrivare Andrea Borgato?

«Andrea, seguito da me in Nazionale e da Gianni Bruttomesso a casa, ha ottenuto il bronzo ai Mondiali del 2014 e agli Europei del 2013 e da lui ci aspettiamo grandi cose. La decisione di mettersi in part time al lavoro è stata coraggiosa e indispensabile a consentire l'effettuazione della mole di lavoro necessaria a mantenersi ai vertici. Speriamo che la scelta sia premiata dai risultati. Anche lui usa un telaio appositamente prodotto da Claudio Barbieri e i risultati in allenamento sono sorprendentemente positivi».

Abbiamo detto tutto?

«Non ancora, voglio ringraziare il presidente Franco Sciannimanico, che mi ha dimostrato fiducia e mi ha consentito di operare con serenità. Di questo gli sono enormemente grato».

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