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Conosciamo meglio l'11enne Attilio Serti, bronzo al Minicadet Open d'Ungheria

Di ROBERTO LEVI

Gli azzurrini sono tornati con una medaglia dal Minicadet Open d'Ungheria, grazie ad Attilio Serti, che ha vinto il bronzo nel torneo di singolare degli Under 13. Il giovane napoletano, classe 2006, ha iniziato a frequentare la palestra fin da piccolino, con papà Roberto. «Mi seguiva già dai cinque anni - ricorda Serti senior. Io giocavo in D1 e in C2 con il San Nicola Caserta. Prima d'iniziare gli allenamenti, gli dedicavo un quarto d'ora  e lo stesso facevano i miei compagni di squadra. Attilio è dunque cresciuto conoscendo l'ambiente e si è sempre dimostrato molto desideroso di giocare. Non ho dovuto spingerlo più di tanto. Quando andavamo a qualche torneo, si divertiva molto a vedere in azione i bambini più piccoli. Aveva una grande passione per Michelino Izzo, figlio del compianto Biagio, che era uno dei giovani dello Stet Mugnano ed era affascinato da come i genitori lo seguissero a tutti i tornei e facessero il tifo per lui. Vedendo Michelino e poi Alessandro Di Marino e Maurizio Massarelli, che erano gli atleti più promettenti del Mugnano, Attilio mi chiedeva sempre perché non lo portassi a giocare in quella società».Art 07 Foto 4 Attilio e pap Roberto rdmAttilio e papà Roberto

Già a sei anni e mezzo, dunque, Serti junior ha cominciato a svolgere a Mugnano degli allenamenti più seri. «Un paio di giorni alla settimana - racconta il papà - si allenava con Csaba Kun, il tecnico dello Stet, pur essendo molto piccolo. Aspettava con un'ansia incredibile il compimento degli otto anni, per poter partecipare al suo primo torneo. A ottobre 2014 il momento è arrivato e la sua gara d'esordio è stata un torneo nazionale Giovanissimi, organizzato a Terni. Da quel momento ha iniziato sia l'attività individuale sia a squadre. In D2 io ero dirigente accompagnatore e in campo andavano Attilio e Giuseppe Calarco, che aveva iniziato allo Stet nel suo stesso periodo. Quando Giuseppe è passato al Sant'Espedito, l'amicizia è rimasta e i due ragazzini l'anno scorso ai Campionati Italiani Giovanili di Terni, si sono aggiudicati il titolo nel doppio Giovanissimi>. Attilio e Giuseppe sono anche arrivati terzi nel singolare e Attilio è stato bronzo nel misto con Marianna Porzio del San Nicola Caserta. In avvicinamento ai tricolori, Serti era sempre salito sul podio nei tornei nazionali.

Il feeling con le gare internazionali è stato fin da subito molto positivo. «Nel 2017 - spiega l'azzurrino - avevo già partecipato all'Open d'Italia a Lignano Sabbiadoro e, pur essendo al debutto, avevo raggiunto i quarti di finale. All'EuroMiniChamps di Strasburgo un'altra bella emozione è stata il piazzamento al ventesimo posto, primo degli italiani. All'inizio ero un po' teso, perché non conoscevo bene il livello degli avversari, poi i miei compagni, che avevano già esperienza della manifestazione, mi hanno dato coraggio e sono entrato in campo più tranquillo. Poche settimane fa, all'Open di Budapest, l'emozione era la stessa, però mi sono sentito un po' più sicuro. Certamente non mi sarei aspettato di vincere una medaglia, perché sapevo che il livello di partecipazione sarebbe stato molto alto. Esserci riuscito è stato veramente una bella soddisfazione. A mio parere la mia arma vincente è stata la testa, dal momento che giocare tutte quelle partite di fila non era facile. Soprattutto contro il danese Oksfeldt nei quarti ho avuto pazienza e alla fine l'ho battuto. La partita più impegnativa è stata negli ottavi contro l'ungherese Csaba, che ho superato per 3-2, rimontando da 0-1 e 1-2. In semifinale contro il romeno Szilagyi, che poi ha vinto il torneo, ero anche un po' stanco. Lui però era più veloce di me e ha avuto la meglio meritatamente. Peccato per la gara a squadre, nella quale avremmo potuto andare più avanti. Siamo usciti negli ottavi contro il team di Szilagyi ed è stato decisivo il doppio, in cui io e Giacomo Allegranza non abbiamo giocato molto bene».

Art 07 Foto 2 Attilio Serti fra Giacomo Allegranza e Daniele Spagnolo rdmAttilio Serti fra Giacomo Allegranza e Daniele Spagnolo    Art 07 Foto 3 Gli azzurrini con il tecnico Umberto Giardina rdmGli azzurrini con il tecnico Umberto Giardina

Fra Attilio e i compagni Daniele Antonio Spagnolo e Allegranza si è creata una bella amicizia: «Ci troviamo bene insieme e ci scriviamo per whatsapp e ci parliamo quasi tutti i giorni. Sono i miei migliori amici. In un gruppo per ottenere dei buoni risultati l'amicizia è fondamentale». Allo Stet Mugnano l'anno scorso a seguire Attilio era Alessandro Di Marino, che in questa stagione, assorbito dall'attività di sparring al Centro Federale di Formia, ha dovuto interrompere la collaborazione. Il suo posto è stato preso da Biagio Ciambriello e in più Serti può contare su uno sparring come Pasquale De Rosa. Le sedute settimanali, della durata di tre ore l'una, sono quattro, il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì. «In Italia - osserva Attilio - ho sentito abbastanza il passaggio dai Giovanissimi ai Ragazzi, perché alle sfide contro Daniele e Giacomo si aggiungono quelle contro Vallino, Giai e Gamba che erano già in categoria l'anno scorso. Hanno fisici più potenti e tirano più forte. Finora nei due tornei nazionali che ho disputato sono stato eliminato nei quarti e dunque un buon obiettivo per la terza prova di Terni di metà febbraio potrebbe essere di entrare in semifinale. Vorrei salire sul podio anche ai Campionati Italiani e poi spero di essere convocato all'EuroMiniChamps». L'idolo pongistico attuale di Serti è il cinese Ma Long, ma il suo riferimento fin da piccolino è stato lo svedese Jan-Ove Waldner. Sul suo tablet non si è perso neppure uno dei video che circolano su You Tube. Con fonti d'ispirazioni del genere, non si può che puntare in alto.

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