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I commenti dei tecnici sull'Open d'Ungheria degli azzurri

Di ROBERTO LEVI

La Nazionale femminile all'Open d'Ungheria
La Nazionale femminile all'Open d'Ungheria

Il primo impegno agonistico del 2018 delle Nazionali assolute è stato l'Ittf World Tour Hungarian Open, che aveva un lotto di partecipazione di livello molto alto. L'Italia ha presentato in campo femminile Giorgia Piccolin, Debora Vivarelli, Jamila Laurenti, Le Thi Hong Loan e Veronica Mosconi e nel maschile Mihai Bobocica, Leonardo Mutti, Niagol Stoyanov e Antonino Amato.

Fra le ragazze Piccolin e Vivarelli si sono aggiudicate i loro gironi e la prima è arrivata a un successo dal tabellone principale. «Giorgia - spiega l'allenatore della Nazionale femminile Maurizio Gatti - ha disputato un bellissimo torneo, nonostante non abbia giocato sul livello di occasioni precedenti, perché ha ancora qualche problema alla schiena. Nel girone ha dato 4-1 all'ungherese Orsolya Feher, che nell'Under 21 è arrivata in semifinale, rifilando nei quarti un 3-0 a Ho Tin-Tin, la cinese naturalizzata inglese. Ha poi incrociato la tedesca Wan Yuan, che nell'Under 21 del Challenge Open del Belgio le aveva inflitto un 3-1, e ha avuto la meglio per 4-3, facendo una partitona. Nel primo match del preliminary si è trovata di fronte la bielorussa Daria Trigolos e anche in questo caso è stata molto brava e ha prevalso per 4-2. Nel match per entrare in tabellone ha potuto poco contro la difesa polacca Li Qian».

Anche Vivarelli è approdata al preliminary round:

«Nel primo turno di accesso al tabellone era avanti 2-0 contro la svedese Linda Bergstrom, ma sul fronte internazionale accade spesso che ad aggiudicarsi la partita non sia chi abbia vinto il primo o anche i primi due parziali. Sulla distanza dei quattro su sette la gara è lunghissima ed è facile che le situazioni si ribaltino. Debora si è imposta nel primo set ai vantaggi e nel secondo era sotto per 5-1 e ha messo a segno dieci punti di fila. La scandinava ha accorciato le distanze e poi ha fatto suoi anche il quarto e il quinto parziale, che sono stati molto tirati. Nel sesto Debora ha ceduto sensibilmente. Nel complesso, però, ha giocato bene. Nel girone ha battuto per 4-1 anche l'austriaca Amelie Solja, che l'aveva superata per 4-2 alle qualificazioni olimpiche ed è una cliente ostica con un puntino e un antitop».

Laurenti si è difesa bene nel girone:

«Ha messo in piedi una bellissima prestazione contro l'ucraina Ievgeniia Vasylieva, che ha due puntini ed è avversaria molto difficile da affrontare. Alla fine ha anche avuto un match-point sul 10-9 del settimo set. Ha perso, ma con grande onore. Contro la cinese Sun Yingsha, campionessa del mondo juniores a Riva del Garda, che ha poi raggiunto la finale, ha provato in tutti i modi a giocarsela, aggiudicandosi il primo set e lottando nei quattro successivi».

Riguardo a Mosconi e Loan, «Veronica nel primo match del tabellone Under 21 è stata eliminata per 3-0 dalla taipeana Lin Chia-Hsuan, con due set equilibrati e un mare di errori commessi. Nel girone dell'assoluto è stata piegata per 4-1 dall'altra forte mancina di Taipei Lin Chia-Chih e per 4-2 da Yana Moskova. Contro la russa era anche avanti per 2-1 e ha avuto chance di portare a casa il quarto e il quinto. Loan aveva due partite proibitive con la svedese Bergstrom e la portoghese Shao Jeni e non ha vinto neanche un set. Sono comunque ottimista, perché vedo dei segnali di maturazione, anche se bisognerà avere ancora un po' di pazienza».

Nel doppio Laurenti e Loan hanno perso una chance per arrivare al tabellone.

«Hanno fermato senza problemi per 3-1 - ricorda Gatti - la slovena Alex Galic e la svizzera Rachel Moret. Contro le ucraine Ganna Gaponova e Vasylieva si sono spartite i primi due set e nel terzo e nel quarto hanno perso a 14 e a 12, avendo entrambe le volte la palla per chiudere. Se fosse girato bene il terzo parziale, sono certo che avremmo vinto. Peccato, perché centrare l'accesso al tabellone in un torneo del genere sarebbe stato un risultato notevole».

Art 06 Gli azzurri a Budapest rdm Gli azzurri a BudapestGli uomini non sono riusciti a passare il girone, ma anche per loro le note confortanti non sono mancate.

«Mutti e Amato - osserva il direttore tecnico Patrizio Deniso - si sono dimostrati all'altezza della situazione e mi hanno soddisfatto. Leo ha avuto nel girone il cinese Liu Dingshuo, campione mondiale juniores del 2015 in Francia, che a Budapest è poi arrivato in semifinale, e in due set su quattro ha giocato alla pari, perdendo a 9 e a 10. Purtroppo in alcuni punti ha avuto troppa fretta e ha rischiato troppo. Contro il tedesco Benedikt Duda, numero 46 al mondo, ha vinto per 4-2, dimostrandosi solido. Ha giocato vicino al tavolo e in modo aggressivo e ha messo in difficoltà l'avversario con il rovescio lungolinea, che è veramente un colpo performante. Duda rispondeva male al suo servizio e Leo riusciva ad approfittarne, partendo subito e prendendo l'iniziativa. Nei set che ha perso ha sbagliato troppi block e ha giocato troppo incrociato. Anche Antonino è stato aggressivo e ha fatto due ottime figure contro atleti che hanno più esperienza internazionale assoluta di lui e gli sono davanti in classifica. Ha superato per 4-2 il turno Ibrahim Gunduz e ha ceduto per 4-3 al brasiliano Eric Jouti, dopo essere stato in vantaggio per 2-0 e sul 2-1 vicino a vincere il quarto set. È da un po' di tempo che gioca bene e si vede che è cresciuto. Purtroppo il suo limite è un po' il carattere e, quando trova difficoltà, s'irrigidisce e commette molti errori. Deve ancora imparare a gestire questa situazione. Ne è consapevole e ci stiamo lavorando, non dimentichiamoci che ha solo 18 anni ed è appena passato senior».

Bobocica e Stoyanov non sono riusciti a battere due atleti alla loro portata come il brasiliano Thiago Monteiro e il finlandese Benedek Olah e dunque ad aggiudicarsi i rispettivi gironi. «I loro allenamenti sono di qualità elevata - afferma il dt - e quindi significa che la base c'è. Siamo andati a Budapest convinti di fare bene, perché ora ci sono tutti i presupposti tecnici. Entrambi devono capire che, ora che giocano bene, non devono pensare di non avere le risorse per riprendere le partite quando le cose iniziano a prendere una piega sfavorevole. Non sono stati in grado di adattarsi e trovare una soluzione nelle difficoltà. L'atteggiamento non è stato corretto. Bobo ha insistito troppo sul rovescio incrociato, mentre avrebbe dovuto variare sul lungolinea. Niagol si trovava male sulla risposta al servizio e quando Olah batteva lungo ha scelto di palleggiare invece di rischiare il topspin. Il suo servizio, poi, era troppo corto. In questo momento è importante trovare la tattica giusta e comprendere che, se il punto non arriva, bisogna trovare un modo alternativo per farlo. Sono convinto che manchino solo i risultati, il resto sta funzionando».

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